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TEMI SOCIALI  NEL PRIMO FILM DI SERGIO MOTTA

 

Dopo ben 32 anni di fotografia, Sergio Motta prova ad avvicinarsi al cinema.

E lo fa nel modo più difficile: partendo da una sua idea (ha concepito la trama durante una notte insonne), occupandosi in prima persona della regia e realizzando uno dei brani della colonna sonora.

Circondato da persone valide, scelte anche tra amici e colleghi, Motta tratta i temi della prevaricazione maschile sui luoghi di lavoro, la crisi dell'occupazione, la prostituzione; ma non è finita. Solo nell'ultima scena lo spettatore percepirà il senso finale del film, il colpo di scena che porterà lo spettatore a cambiare la chiave di lettura dell'intero film.

Il primo ciak sarà presumibilmente a marzo; sarà girato quasi interamente a Torino, oltre ad alcuni interni ed esterni a Rivalta di Torino, Corio canavese, Langhe e Valli del torinese.

Gli interpreti sono tutti esordienti, tranne Carola Rubino, attrice di teatro, che qui interpreta il ruolo dell'attrice principale.

La fotografia di scena è affidata a Cinzia Chiabò, allieva di Sergio Motta, che ha superato il maestro.

Il cast è prepotentemente femminile, proprio per andare incontro alla consuetudine che spesso vede alcuni ruoli interpretati da personaggi maschili.

Altri interpreti: Loredana Gullo è il magistrato incaricato delle indagini, Caterina Schioppo è l'avvocato difensore dell'imputato, Maria Alexandra Cucu (che nella vita è una valida ricercatrice universitaria) sarà il medico legale.

La produzione ringrazia fin d'ora il Ministero dell'Interno - Direzione della Polizia di Stato per la celerità con cui ci hanno fornito, in modo esaustivo, indicazioni, autorizzazioni ed ogni altro ausilio necessario per la realizzazione del film.

Segretaria di produzione: Tiziana Pia

Segretaria di edizione: Silvia Goffi

Regia: Sergio Motta

Musiche: Sergio Motta, Paolo Buonvino ed altri.

 

 

 

 

 

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torino e lauto

Tra i tanti musei presenti a Torino non si può dimenticare il Museo Nazionale dell'Automobile Biscaretti di Ruffia, dedicata a quella che è stata per decenni la principale vocazione torinese. Location ideale per riscoprire vetture del passato o conoscerne di recenti ma non così frequenti, permette di apprendere le tecniche della fotografia di auto con le problematiche relative: riflesso della luce sui vetri e sulle parti cromate, spazi a volte sacrificati.  

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